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c'è un tempo per ogni cosa

...o meglio...il tempo non è infinito.

Fabrizio T

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...lentamente muore chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso....
Pablo Neruda. --
Il mio primopost del 16 aprile 2006 porta il titolo : per conoscerci.
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5/3/2009

Tremalzo 2 maggio 2009

 
 
Anche sul Tremalzo non si passa
 
troppa neve
 
bisognerà attendere ancora un po'
 
 
 
 
 
 
 
 
 
giornata stupenda
 
sono partito da Riva dove il termometro segnava +21°C
sul Tremalzo la temperatura all'ombra non superava i +5°C
un sacco di ciclisti
io il solo Italiano
(ma tant'è, mille tedeschi per un italiano, eheh)
 
Fabrizio
 
 
 
4/25/2009

Burrone Giovannelli



Burrone Giovannelli


http://www.vieferrate.it/ferratagiovannelli.htm

Per iniziare, una "ferratina" piacevolissima.

Da provare.

E' stata una bella giornata.




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 











4/18/2009

10 aprile 2009 ancora neve sul Monte Baldo



Strada Graziani, Cavallo di Novezza.





10 aprile 2009

c'è ancora un sacco di neve, e non si passa








per il Tremalzo bisognerà attendere

.......

fissiamo queste date:

sabato 6 giugno - Tremalzo - mountain bike

sabato 13 giugno - sacca degli Scardovari - corsa

25, 26, 27 giugno - Dolomiti & Austria - CPL mototour 2009 - moto


Fabrizio

4/4/2009

Nuovi giorni


Un ritorno, un ricordo, una nuova avventura.

A volte la casualità ci fa riflettere, là, dove basta nulla per confondersi.
Ed è così che i percorsi della vita ci conducono spesso in luoghi inimmaginati.
La fantasia che dentro di noi pretende il privilegio del monopolio rimane stupita di tanta grandezza.
Sono i tempi che preferisco.
Il sole del mattino che illumina la mente porta il cuore alla tenerezza.
Ci dona nuove visioni.
Ho pensato che è il tempo di cambiare, ma la presunzione mi porta a pensare che il sapere non può essere buttato.
C’è un tempo per ogni cosa, per un po’ sarà il tempo della scuola.
Il poi sarà una poesia



Non c’è tempo per riflettere
se appena ti osservo
l’istinto ed il ricordo si impadroniscono di me.
Giorni di fuga mi rendono felice
come il giorno della partenza.
Il timore per ciò che non si conosce
si sostituisce subito all'entusiasmo del viaggio.
Appena m'incammino
tutto svanisce
tutto è chiaro
non c'è timore, non c'è paura
solo l'istinto
e la felicità.

Ritornerò.



Un ritorno, un ricordo, una nuova avventura.
Non è una meta, è il viaggio.
La natura che ti abbraccia è nel mio pensiero ed è così che la vivrò, come la prima volta, con la mia moto.
Sono una bestia feroce quando viaggio, non amo limitazioni e compromessi, amo solo la libertà.
Bene lo sa chi mi conosce .
E' per questo che amo il viaggio, che altro.
Libertà d’improvvisare, capricci dell’età ( di ogni età, eheh ! ).
Libertà di vivere come sempre ho vissuto.
Io.

Oggi.
Sto scrutando i viaggiatori, la loro anima ed il loro cuore.
Gionata( http://www.partireper.it ), Miriam( http://www.ioparto.eu ), Daniele( http://www.daninviaggio.it ), solo per citarne alcuni.
Cerco di rubargli un po’ del loro essere, anche se so che è solo per l’attesa perché poi l’istinto, come sempre, prevarrà.
Sono una bestia primitiva quando viaggio, e non c’è modo di imbrigliarmi.
Lo sanno tutti, lo so
Io.

Fabrizio




3/25/2009

Miriam Orlandi

 
 
 
 
 
 
 
di miriam orlandi
 
 
miriam è una motociclista ed anche una viaggiatrice
 
 
 
3/15/2009

Algeri di notte



Marzo 2009
Algeri




Ad Ageri ci sono pochissimi turisti
la gente amichevole, i ristoranti locali buoni ed a buon prezzo.

Ad Algeri piove tutte le volte che vado là, e così Mohamed mi ringrazia abbondantemente.

E' bello sapere che porti felicità.

A volte anche piccole cose ti rallegrano, ma il fatto è che ancora non sono riuscito a visitare la Casbah, e così mi devo accontentare di vederla quì

http://www.ipogea.org/web/?p=18&language=it

Fabrizio


12/26/2008

San Leucio

Storia strana la nostra, leggiamoci Gigi di Fiore in "Controstoria dell'unità d'Italia".

 

San Leucio (Caserta)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

San Leucio è un'importante frazione del comune di Caserta nota sia per ragioni storiche che artistiche, posta a 3,5 Km a nord ovest della città.

Il nome è dovuto al monte ai piedi del quale sorge, considerato dalla popolazione come sede dell'eremitaggio dell'omonimo santo.

A San Leucio è tutt'ora presente l'antica seteria che vantava produzioni di seta per tutta l'Europa; ancor oggi, le sete di San Leucio si possono ritrovare in Vaticano, al Quirinale, nella Sala Ovale della Casa Bianca: le bandiere di quest'ultima e quelle di Buckingham Palace sono fatte con tale materiale.

Il sito reale, insieme alla Reggia di Caserta, è stato riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

Storia

San Leucio era sede di un casino di caccia dei conti Acquaviva di Caserta noto come Palazzo del Belvedere, oggi restaurato. Quando, nel 1750, i possedimenti degli Acquaviva passarono ai Borbone di Napoli, San Leucio divenne sede delle seterie reali.

Il re Carlo III, consigliato dal ministro Bernardo Tanucci, pensò di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia ad apprendere l'arte della tessitura, per poi lavorare negli stabilimenti reali. Venne così costituita nel 1778, su progetto dell'architetto Francesco Collecini, una comunità nota come Real Colonia di San Leucio, basata su uno statuto apposito del 1789 che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità. I lavoratori delle seterie usufruivano, infatti, di diversi benefici: veniva loro assegnata una casa all'interno della colonia, usufruivano di formazione gratuita e qui il re istituì la prima scuola dell'obbligo d'Italia femminile e maschile che includeva discipline professionali, e le ore di lavoro erano 11, mentre nel resto d'Europa erano 14. Le abitazioni furono progettate tenendo presente tutte le regole urbanistiche dell'epoca, per far sì che durassero nel tempo (infatti ancora oggi sono abitate) e fin dall'inizio furono dotate di acqua corrente e servizi igienici. Le donne ricevevano una dote dal re per sposare un appartenente della colonia, anche se a disposizione di tutti vi era una cassa comune "di carità", dove ognuno versava una parte dei propri guadagni. Non c'era nessuna differenza tra gli individui qualunque fosse il lavoro svolto, l'uomo e la donna godevano di una totale parità in un sistema che faceva perno esclusivamente sulla meritocrazia. Era abolita la proprietà privata, garantita l'assistenza agli anziani e agli infermi, ed era esaltato il valore della fratellanza.

 

Si trattò di un esperimento sociale, nell'età dei lumi, di assoluta avanguardia nel mondo, un modello di giustizia e di equità sociale raro nelle

nazioni del XVIII secolo e non più ripetuto così genuinamente nemmeno nelle successive rivoluzioni francese e marxista.

 

Il re Ferdinando IV di Borbone aveva molto a cuore la colonia e progettò di allargarla anche per le nuove esigenze industriali dovute all'introduzione della trattura della seta e della manifattura dei veli, quindi per costruirvi una nuova città da chiamare Ferdinandopoli concepita su una pianta completamente circolare con un sistema stradale radiale ed una piazza al centro per farne anche una sede reale, non vi riuscì ma nei quartieri annessi al Belvedere mise in atto un codice di leggi sociali particolarmente avanzate, ispirate all'insegnamento di Gaetano Filangieri e trasformate in leggi da Bernardo Tanucci. Ferdinando IV preferiva San Leucio in modo particolare e vi organizzava spesso battute di caccia e feste condivise con la stessa popolazione della colonia.

Quando si incominciarono a costruire i nuovi edifici il progetto si interruppe a causa della rivoluzione del 1799, della discesa di Napoleone Buonaparte in Italia e della nascita della Repubblica Partenopea. Tuttavia durante il governo francese di Gioacchino Murat dal 1808 al 1815 San Leucio ebbe comunque un ulteriore sviluppo industriale.

In seguito alla Restaurazione il progetto della neo-città venne accantonato, anche se si continuarono ad ampliare industrie ed edifici, tra cui il Palazzo del Belvedere. Il progetto utopico del re Ferdinando finì con l'unità d'italia quando tutto venne inglobato nel demanio statale, ma tradizione e qualità nelle produzioni di tessuti serici sono rimaste ancora oggi.

 

11/9/2008

Il tempo - ogni secondo si aggiunge al precedente -

Come ogni anno, il tempo scorre, e ci ritrova così ad ascoltare la musica di Ross mentre si viaggia su alcuni siti, uno per tutti, www.ilbottegone.eu ,non perchè io lo conosca, ma solo perchè è dentro casa mia. eheh !
 
Il sole si è visto solo verso mezzogiorno, la nebbia ha cominciato ad avvolgerci.
 
Oggi riposo.
 
E' un tempo di riflessioni, che bella estate ! autunno fantastico ! le bici sono stanche, le moto impolverate, le scarpe da lavare.
C'è un sacco di cose da fare. Riposare, eheh !
 
Le gatte, appena rientrate, dormono felici.
 
E' un buon tempo, è il tempo mio.
 
A presto.
 
Fabrizio
8/4/2008

estate

 
 
E' ancora vivo il ricordo della mia bellissima ecomaratona del Ventasso ( 13 .7.2008 ).
Mi sono ritirato al 27 km e cica 1.600 mt di dislivello positivo a causa di un vecchio problema al ginocchio sinistro.
E' stato un successo.
La settimana prima ( 5 .07.2008 ) poi siamo riusciti ad andare sul Tremalzo, è stato bellissimo.
 
 
P1020225
 
 
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Sabato 2 agosto, con la mountain bike, sono salito al rifugio Scalorbi  1.776 mt. ( esattamente sotto cima Carega ) partendo da Giazza 758 mt., la salita ha una lunghezza di circa 14 km di cui circa 10 in asfalto e nel bosco, pendenze costanti.
Il percorso si snoda tra i monti Lessini e l'inizio delle Piccole Dolomiti.
 
 
 
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Lunedì 4 agosto, con la mountain bike, sono salito al riugio Pernici 1.600 mt. ( http://www.pernici.com/ ) partendo da Riva del Garda 73 mt. passando per il Lago di Ledro.
Salita impegnativa, almeno a partire da Lenzumo ( 7km per un dislivello di 800 mt ). Totale salita da Riva del Garda circa 27 km.
Discesa quasi impossibile almeno nel tratto iniziale con una semplice mountan bike, serve una da downhill, non per niente questa discesa è chiamata " Andrenalina ", beh insomma sono andato a terra ! senza danni, ma almeno per circa un km, poi,  me la sono fatta a piedi. ! 
 
 
Grandissimo finale nei pressi di Riva, impossibile credere dove hanno messo la strada !
 
E' stata un'esperienza entusiasmante.
 
 
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La mia estate di ferie è iniziata alla grande ! eheh ......... si vado solo, sono un uomo difficile.
 
Fabrizio.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
8/1/2008

agosto

 
 
 
limpida e trasparente
 
la mente
 
è
 
 
 
 
Fabrizio
 
 
 
6/28/2008

...... di sicuro ero il più bello

 
 

Sul Passo Sella ci arrivo alle 8.45 di giovedì 26 giugno,

non sono certo di essere stato il

primo ciclista del mattino,

di sicuro ero il più bello !

 

Già con la nuova tuta di CPL facevo un figurone,

eheh !

 

 DSCN9945

 

 

Come tradizione, verso la fine di giugno mi prendo un paio di giorni di ferie, ma contrariamente agli altri anni anziché utilizzare la moto decido di andare sulle Dolomiti in bici ( corsa ).

Il tempo sembra abbastanza buono per programmare un giro ambizioso, il giro dei quattro passi intorno al gruppo del Sella partendo da Canazei.

 

 

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Passo Sella, Passo Gardena, Passo Campolongo, Passo Pordoi. In tutto 65 km. per 2.100 m. di dislivello positivo.

E’ la mia prima volta, ed è anche la prima volta che in un solo giorno programmo di fare oltre 2.000 m. di dislivello positivo. La paura è di rimanere nella conca di Arabba senza riuscire a risalire il Pordoi.

Come mi piace fare, programmo tempi e soste, dovrei farcela in circa 4 ore e 50 minuti comprese le soste sui passi per alimentarmi.

Riuscirò in 4 ore e 30 minuti ! un vero successo !

Mi sveglio alle 4.15, colazione a base di pasta, frutta, miele, caffè e latte.

Alle 7.20 sono al parcheggio di Canazei, alle 7.35 parto. Il tempo sembra buono, ma alcune grosse nuvole mi spingono a rimettere dentro allo zaino una giacca in più ( mi pentirò poi di questa scelta, contrariamente ad altre volte ) in tutto compreso l’acqua delle borraccie circa 3 kg.

Come sempre per me i primi minuti sono i più duri, la tensione e la novità dell’intinerario mi creano un po’ d’ansia. Superato però Plan De Schiavaineis a quota 1.853, il panorama sul Sella mi toglie ogni perplessità. Il susseguirsi dei tornanti mi porta a scoprire panorami incantevoli.

Non si vede un ciclista nemmeno a pagarlo !

Un po’ prima del passo, diversi scalatori preparano le loro corde ed attrezzature.

Il tempo si è fatto bellissimo, la temperatura gradevole, il silenzio è sopra tutto, solo il mio cuore che batte scandisce il mio pedalare, il respiro è leggero e regolare, la gambe vanno per inerzia. Sono sorpreso, in un attimo sono sul passo, sono le 8.45.

 

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Passo Gardena e Passo Campolongo, se ne vanno con altrettanta facilità.

Alle 10.35 esatte sono ad Arabba.

La discesa dal Campolongo è bellissima, la faccio in compagnia di due ciclisti, la velocità raggiunta è di 68.2 km/h.

Ora i ciclisti sul percorso sono tantissimi ( domenica 29 giugno si svolgerà la 22a  Maratona dles Dolomites ).

Sul Passo Costalunga mi sono alimentato pertanto è l’ora della verità.

La pendenza costante dell’ascesa al Pordoi facilita la mia impresa, alla velocità costante di 9 km/h i 33 tornanti passano velocemente e solo verso il passo la velocità cala a 8 km/h, ma tanto il passo è lì a pochi metri.

E’ fatta !

E’ una gioia immensa, solo un anno fa non l’avrei nemmeno immaginato.

 

Mi piace andare in salita con la bici.

C’è tempo per pensare.

E’ un modo fantastico per rilassarsi, un po’ come andare in moto in pista, ……….. la testa fa tutto, la volontà di riuscire fa superare ostacoli incredibili.

E’ una scuola di vita.

 

Venerdì 27, giusto per mantenermi in allenamento sono andato a provare il circuito dell’ecomaratona del Ventasso, ricordate ?

 http://www.ecomaratonadelventasso.it/

Ho fatto il percorso in bici ( mountain bike ) ed ovviamente non ho fatto il medesimo percorso della maratona, ma quello che più si avvicinava dal punto di vista stradale, Busana, Nismozza, Passo di Pratizano, Lago Calamone, Montemiscoso, Terme di S. Lucia, Cervarezza, Busana.

In totale circa 46 km. ed un dislivello positivo di circa 1.300/1.400 m.

Farlo a piedi ed in più con la salita del Tirone al posto di quella stradale del passo di Pratizzano sarà sicuramente molto dura. In bici ( fatta con comodo ) ho impiegato circa tre ore,  a piedi, semmai dovessi riuscire, credo che meno di 7 ore e 30 minuti sia quasi impossibile per me.

Ho già prenotato l’albergo e lunedì farò l’iscrizione. La tattica che useremo io e Maurizio sarà correre le discese e camminare le salite, fermarsi a tutti i ristori ed assaggiare tutte le specialità. In più godere del panorama e della giornata di grande festa. Seppoi servirà la scopa avremo dato soddisfazione a chi opera in tal senso. Eheh !

 

Ultima notizia, sabato 5 luglio 2008 ( l’anno serve ! ), si riprova a fare il Tremalzo, chissà che sia la volta buona.

 

Fabrizio.

 

6/21/2008

Don Lorenzo Milani

 
 
 
 
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una vista di Barbiana
 
 
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Don Lorenzo Milani

 

 

 

Il 26 giugno 2008 ricorre l’anniversario della morte di quest’uomo che ci ha lasciato nel 1967.

 

Di lì a poco, il ’68 sarebbe iniziato.

 

Ai suoi allievi spiegava il significato di  “i care”  “ me ne importa, mi sta a cuore”

 

Esattamente il contrario del tanto attuale “me ne frego”.

 

Mario Lancisi in  “Don Milani, la vita”  edizioni Piemme, ( www.edizpiemme.it ) racconta chi fosse questo prete, quest’uomo.

 

Nel ’68 e seguenti, durante gli anni delle lotte studentesche, i ciclostili riproducevano pezzi tratti da una raccolta di “lettere” scritte dai suoi allievi e raccolte in un libro diventato famoso “Lettera ad una professoressa”.

 

A volte mi chiedo se quelle lettere sono ancora attuali o è solo romanticismo.

 

Per me è difficile rispondere, o meglio, io sono vissuto così com’ è scritto lì.

 

Ma oggi, guardando i miei figli, potrei affermare che siano in grado di emozionarsi leggendo quei testi?

 

Di capire ?

 

Di arrabbiarsi ?

 

Oppure mi chiedo cose che non hanno senso ?

 

Al di là di tutto, Don Lorenzo Milani, è un’uomo che ha emozionato una generazione, e forse più di una.

 

Ancora mi emoziona leggerlo.

 

 

 

 

 

 

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Fabrizio.

 

 

6/15/2008

C'è un tempo per ogni cosa, ...... , o meglio il tempo non è infinito.

 
 
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CPL Tremalzo BIG Tour 2008

 

 

Sabato 7 giugno, il tempo è inclemente, le nuvole , i temporali, la temperatura, ci impongono un rinvio della nostra annuale gita al Tremalzo.

Un vero peccato, visto il successo dell’iniziativa, oltre 12 partecipanti, eheh !

 

Tutto è rimandato a sabato 14 giugno.

 

Le previsioni della settimana indicano una pausa del maltempo per sabato 14, ok, si parte.

 

Il numero si è ridotto alla metà, ma non importa !

 

Parto da casa alle 4.40 del mattino di sabato 14 giugno sotto una pioggia torrenziale, già tanto poi il tempo si “aprirà”. ……… già …. il mare si aprirà …….. incredibile, fino a Torbole del Garda è un diluvio.

 

Arrivo alle 6.20 parcheggio la macchina ( a Riva, proprio ai piedi della strada del Ponale ), faccio un passeggiata sotto l’acqua per rilassarmi ( o per svegliarmi ! ), un caffè, ascolto la radio, e verso le 6.30 la telefonata di Mario, qui piove che Dio la manda e lì, ….. ovvia risposta, direi allora di rimandare in luglio.

 

Si, certo, io, visto che sono qui faccio un giretto poi vedo sul da farsi.

 

Alle 8.45 piove una pioggia fine fine, dall’auto di fianco alla mia esce un tipo, estrae la sua bici e come se ci fosse il sole parte imboccando la strada del Ponale.

 

Eh beh, ……… , parto.

 

Alle 9.50 ( 1h 5’ ) sono a Pieve di Ledro, alle 10.20 ( 1h 35’ ) al Lago D’Ampola nell’incrocio con la strada del Tremalzo, alle 12.00 ( 3h 15’ ) al Rifugio Garda.

 

In breve raggiungo la galleria del Tremalzo, fa un freddo cane.

 

Nel percorso tra il Rifugio Garda e la galleria del Tremalzo, sulla destra si apre una vista stupenda sul Lago di Garda, il “golfo” di Salò. E’ molto nuvoloso, le nubi però sono altissime, l’aria, dopo il temporale della notte è limpida e senza veli. La vista spazia come non mai.

 

Infreddolito sono felicissimo ed emozionato.

 

Durante la discesa, percorsa a lenta velocità per il gran freddo ( e per fortuna che ho indossato tutto il necessario, sei strati compreso l’antivento ……. incredibile ), le viste si susseguono ora sul lago fino a Peschiera, ora sui tornati, o sulle valli.

 

La ridotta velocità ed il cielo terso mi fanno apparire cose mai viste nei giri precedenti.

 

Spero di raggiungere passo Nota il più presto possibile, lì almeno spero di avere meno freddo.

 

Superato passo Nota da circa un paio di km. scelgo di scendere per la strada che porta al Lago di Ledro, un strada che non ho mai percorso, ma che mi ero programmato da fare in salita, ora la farò in discesa.

 

 

Dopo una breve e facile salita inizio la discesa, le pendenze sono folli, su cemento rigato ( per fortuna ), le stimo oltre il 25% forse con punte che arrivano al 30%.

 

Dopo un due o tre km. una salita è lì di fronte a mè, sono terrorizzato al pensiero di essere capitato in una conca, …….., per fortuna non è così, la salita, come altre che incontrerò sono di breve lunghezza.

 

 

In pochissimo tempo sono a Legos, e quindi a Riva del Garda.

 

In totale poco più di cinque ore, un giro entusiasmante.

 

Peccato per chi è rimasto a casa, ma non posso di certo biasimarli.

 

 

 

C’è un detto, quando il gioco si fa duro, i duri ( o i folli ) cominciano a giocare.

 

 

 

 

C’è anche chi si preoccupa per me, per il mio stato fisico.

 

Li posso rassicurare, gli esami del sangue, fatti la settimana scorsa sono ottimi.

 

P-Gamma GT = 13

 

Trigliceridi = 60

 

Colesterolo totale = 192

 

Colesterolo HDL = 67

 

Peso = 67

 

PSA = 1.82

 

P-Glucosio = 100

 

IMC = 24 ( h = 1,67 )

 

Elettrocardiogramma sotto sforzo = perfetto

 

 

 

 

Per chi invece si preoccupa per il mio stato mentale, eh beh ………. , non so che dire, ancora non è chiaro il parametro di riferimento, ………, dunque, ………………. va tutto bene, anzi benissimo.

 

 

Non ho foto, ho riempito lo zaino di vestiti e di barrette energetiche, con l’acqua in totale circa 2,5 kg.

 

Ancora una volta, come sempre, la fortuna aiuta gli audaci.

 

Durante il percorso ho incontrato pochissimi ciclisti ( ancora meno di quando in aprile ho fatto lo stesso percorso sotto la neve. (http://passoerbe.spaces.live.com/blog/cns!ACE3FDE166443E06!1435.entry#comment )

 

Concludo ribadendo che c’è un tempo per ogni cosa, o meglio il tempo non è infinito.

 

Fabrizio.

 

 

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La conca di Castelluccio di Norcia, sui monti Sibilini, dal CPL mototour 2008

con la mia favolosa moto in primo piano.

 

 

 

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5/31/2008

CPL TOURS

 
 
 
In moto in Abruzzo
 
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…… ed il 7 giugno si parte per il Tremalzo …….

 

 

in bici

 

 

 

Tremalzo 2008 ( quinta edizione )

 

 

Si organizza per sabato 7 giugno 2008 l’ormai classica giornata del "TREMALZO CPL TOUR".

 

A differenza degli anni passati si prevedono due gruppi:

 

 

a) Sola discesa, da rifugio Garda a Torbole, con partenza da Torbole in navetta ( Marcello )

 

 

b) Big Tour  (http://www.mondoalpino.it/itinerari/tremalzobigtour.htm ) con partenza in bici da Torbole.

 

 

 

L'appuntamento per riunire i due gruppi, e quindi affrontare la discesa insieme è al rifugio Garda, la ripartenza dal rifugio Garda è prevista

per le ore 11,00

 

L'ascesa da Torbole al rifugio Garda comporta un dislivello in salita di circa 1.650 mt. ed una percorrenza di circa 43 km.

 

La pendenza media delle due salite è di circa 7,5%.

 

Il tempo di ascesa, compreso una piccola sosta è stimato in circa 3,5 - 4,0 ore.

 

La partenza da Torbole per il gruppo del Big Tour è prevista per le ore 6,55 esatte.

 

Per i virtuosi ( 2,5 ore di ascesa, o giù di lì ), importante è l'appuntamento delle 11,00 al rifugio Garda.

 

Per il gruppo dei discesisti, contattare Monica  per la prenotazione della navetta ( almeno 10 gg prima ) e dell'eventuale bici a noleggio.

 

Per il gruppo del Big Tour, contattare sempre Monica per lasciare il proprio nominativo e l'orario previsto di partenza da Torbole.

 

Lascio comunque il numero di Marcello ( navetta ) 360.539090

 

e quello di Wolf ( noleggio bici ) 347.4713748

 

 

Il numero del Rifugio Garda è il seguente 0464.598105

 

 

……vi aspettiamo numerosi…….eheh

 

 

l’ormai “storica” foto del 1° Tremalzo cpl tour del 2004

 

 

CPL TOUR 2004

 

 

 

Fabrizio

 

 

 

 

 

5/18/2008

pazzie

 
 
dunque, sto pensando di fare una pazzia,
avrei intenzione di accettare un invito fattomi da un collega di lavoro
per partecipare al seguente evento.
 
 
ieri, nonostante la pioggia, ho iniziato ad allenarmi,
per cominciare 13 km
fatti con disinvoltura
( si fa per dire )
tutti in pianura
 
 
ovvio, accetto consigli
 
per il momento, ho prenotato la visita medica ( per quella psichiatrica, attendo )
 
Fabrizio
 
 

Cina - aprile 2008 - 2

 
 
 
 
 
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5/16/2008

Cina - aprile 2008 - 1

 
 
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le parole non sempre raccontano il vero
 
i volti difficilmente nascondono le verità
 
 
 
l'accoglienza e la disponibilità di questo popolo mi rendono sereno
 
 
 
 
 
la distruzione
di vite
gioiose e serene
è sempre incomprensibile
 
 
non sempre gli dei ci raccontano il vero
una vita che nasce ha bisogno di crescere
e nulla può giustificare
il suo prematuro abbandono
 
 
 
Fabrizio
4/6/2008

Tremalzo, 5 aprile 2008.

 
 
 

 

Hard people … 2008

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Tremalzo Big tour

 

Sabato 5 aprile 2008

 

Una data indimenticabile, un giorno indimenticabile.

 

 

Venerdì sera: Paola, per favore, metti a bollire un po’ d’acqua che devo farmi un etto di pasta per domani mattina.

 

Prego ?!? Si domani provo a fare tutto il Tremalzo big tour partendo da Torbole.

 

(http://www.mondoalpino.it/itinerari/tremalzobigtour.htm )

 

 

Tremalzo

 

 

Andata passando dalla vecchia strada del Ponale, lago di Ledro, lago D’Ampola, passo Tremalzo, ed infine tunnel Marogna.

 

Il ritorno, per passo Nota, passo Rocchetta, malga Palaer, Pregasina, Riva del Garda, e quindi Torbole.

 

Settantacinque chilometri percorsi, duemila metri di dislivello in salita, sei ore e venti minuti di tempo di pedalata.

 

Sette ore e quindici minuti di tempo complessivo.

 

Alle ore nove a Torbole la temperatura è di 7°c. il cielo nuvoloso, si parte.

 

Verso le 11 attacco l’ultima salita di circa 13 km fino al rifugio Garda, dove arrivo verso le 12, 45.

 

Li incontro due compagnie composte da tre tedeschi che stanno facendo lo stesso giro ma in senso inverso, chiedo a loro com’è la strada, mi dicono che in alcuni punti bisogna procedere a piedi per la neve, ma che tutto sommato si fa.

 

Parto dal rifugio Garda verso le 13, ma percorsi 500 metri devo scendere dalla bici e spingere, la neve è tantissima, incomincia a nevicare.

 

Arrivo con grande fatica al tunnel Marogna, la salita sulla neve con la bici al fianco è faticosissima.

 

Oltrepassato il tunnel, vedo arrivare due ciclisti, sono italiani di Riva del Garda, parliamo un po’, la strada è completamente coperta da metri di neve per circa due tre km, ma in discesa penso io la cosa dovrebbe essere più semplice, come in effetti sarà.

 

Nevica sempre più forte, nevicherà fino a passo Nota.

 

Nella discesa devo tenere un profilo prudente, non ci sono ciclisti in giro.

 

Nei pressi di passo Nota qualche escursionista a piedi.

 

A passo Rocchetta un gruppo di una ventina di tedeschi sta provando la discesa verso malga Palaer, ma sono un po’ inbranati, li supero, e vado del mio passo, abbandono il profilo prudente, e fino a Pregasina è una volata bellissima.

 

Poi giù per il Ponale e via, sono a Riva.

 

Soddisfatto, felice e nemmeno tanto stanco. Sono le 16 e 20 minuti.

 

Tutto sommato, il tempo impiegato non è ovviamente da record, ma per me, per la neve, per la temperatura, per il mio tempo è stato un super record.

 

Fabrizio.

 

 

4/4/2008

un giorno triste

 
 

Mima

 

 

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Che tristezza.

 

La nostra Mima, nata in settembre 2007, con noi dal 27 Novembre 2007, lunedì 31 marzo 2008 alle ore 21 circa, è stata investita da un’auto proprio

 

davanti alla nostra casa.

 

Piena di vita, aveva riempito la nostra di felicità riducendo il dolore per la perdita di Briciola.

 

Non riesco a darmi pace.

 

Ci mancano le sue espressioni di felicità e di gratitudine, la sua gioia di vivere e di scoprire nuove cose.

 

Ci manca quando andiamo a letto, quando ci svegliamo, durante il giorno.

 

In pochi mesi ha saputo farsi apprezzare ed amare.

 

Agli uomini, a volte, non è sufficiente una vita.

 

E’ una tristezza.

 

 

 

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Fabrizio

 

 

 

 

 

 

3/29/2008

CPL MOTOTOUR 2008

 
 
 
Progettato da Lorenzo, ecco la prima bozza del CPL Mototour 2008.
Si svolgerà nei giorni 15-16-17 maggio o in alternativa il 21-22-23 maggio 2008.
 
 
 
 

Mototour 2008 – Gran Sasso

 

 

I° giorno

 

Località                                                           Km. Parz.        Km. Tot.          Temp.p.           Temp.T.

 

Mirandola ore 6.00                                                          0                             0                             0                             0            

Bologna San Lazzaro                                                       65                           65                           1                             1

Sosta Autogrill prima di Cesena – rif.                          70                           135                        1                             2

Cesena – E45                                                                     5                             140                        1                             2

Perugia                                                                               155                        295                        2.30                       4.30

Sosta Autogrill – rif.                                                        

Foligno – Spoleto – Norcia (pranzo)                           108                        403                        1.30                       6            

F.ca di Sta Croce mt.813

F.ca Canepine mt. 1543

Acquasanta Terme – rif.                                                   48                           451                        1                             7            

Valle Castellana – Macchia da Sole

Garrufo – Civitella del Tronto (hotel)                          45                           496                        1                             8            

 

II° giorno

 

Civitella del Tronto ore 8.30                                          0                             0                             0                             0

Teramo                                                                                19                           19                           28’                         28’

Montorio al Vomano                                                        12                           31                           18’                         46’

Prati di Tivo                                                                       23                           54                           34’                         1.20

Ortolano                                                                             29                           83                           43’                         2.03

Campotosto – rif.                                                              11                           94                           16’                          2.19

Mascioni                                                                             17                           111                        25’                         2.44

Passo delle Capannelle                                                   8                             119                        12’                         2.56

Monti della Laga – Assergi

Campo Imperatore – Duca d. Abruzzi (pranzo)          44                           163                        1.06                       4.02

Castelli                                                                                43                           206                        1.00                       5.02

Isola Gran Sasso – Sant.di S. Gabriele                         10                           216                         15’                         5.17

Civitella del Tronto – rif.                                                48                           264                        1.00                       6.17                                      

 

III° giorno

 

Civitella del Tronto ore 9.00

Autostrada - Mirandola                                                  380                        380                        4.30                       4.30

 

 

Appunti di viaggio mototour 2007 (scritti subito dopo il tour).

 

E’ bello ricordare, dopo ogni viaggio, tutto quello che è necessario al fine di migliorarne il prossimo.

1)      la puntualità, che quest’anno è stata di buon livello, può migliorare.

2)      Il secondo giorno, perché sia divertente e non troppo pesante, dovrebbe prevedere la partenza verso le ore 9:00 e l’arrivo non oltre le 17:00. Considerando che la media reale di viaggio tra i passi alpini (soste pranzo escluse) è di 35 km/h, è bene organizzare tragitti che non superino i 250 km.

3)      Il terzo giorno, e si è verificato già in diverse occasioni, è bene limitare il turismo al mattino, per poi fare il rientro nel dopo pranzo tramite il tragitto più veloce (autostrada se possibile), poiché, finite le attrazioni, finisce anche il desiderio di prolungare il giro, e la resistenza di diversi motociclisti che vi partecipano, in genere, si è verificata limitata.

4)      E’ bene comunicare agli smanettoni, da parte degli organizzatori che conoscono il tragitto e le tappe, dove possono sfogarsi e dove devono rimanere dietro; anche con un semplice cenno, oltre che ad indicazione sulla cartina dell’itinerario col tragitto segnato di colore diverso. Nei tratti cittadini, ed in prossimità di cambi strada, è bene rimanere uniti. Il tempo, ed è riscontrato, non lo si perde a causa di una velocità di crocera  bassa, ma a causa di frequenti soste.

5)      Le soste per il rifornimento, che nel mototour 2007 erano state fissate ogni 200 km circa, si sono riscontrate troppo lunghe; c’è chi non riesce a raggiungerli. Al prossimo giro saranno portate a 150 km, in modo da fare soste programmate meglio, ma  in zone ed orari prestabiliti.

 

 

 

 

Sandro, ( http://montagnaabruzzo.spaces.live.com/ ) per favore, dacci qualche consiglio.

Ed ovviamente vieni a trovarci a Civitella del Tronto.

Grazie.

 

 

 

 

nera

 

la mia Honda CBR 600 RR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3/24/2008

24 marzo 2008

 
 

Distanze.

 

In un mondo a due dimensioni, i punti più distanti sono quelli all’opposto della diagonale di un ipotetico quadrilatero, ma se quel mondo lo aumentiamo di una dimensione, quegli stessi punti possono addirittura coincidere annullando così ogni distanza.

 

Da ciò si può dedurre che tutto ciò che ci appare così distante, in un mondo con più dimensioni si può toccare con facilità.

 

C’è chi già da tempo lo sa e chi si ostina a negare.

 

... così la tua noce è un mondo finito, ma anche lì le distanze possono essere infinite, a chi occhi non ha ...

 

 

Fabrizio

3/23/2008

Il vecchio ed il nuovo ...

 
 
 
si sovrappongono, spesso ...
 
 
 
 
 
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3/16/2008

c'è un tempo per ogni cosa

 
 
tempo di primavera
 
 
 
 
DSCN9943 
 
 
 
3/8/2008

L'occhio del montone

 

 

Da

 

“La pasta …. al dente. Ma non troppo.”

 

Di Sonia

 

 

http://prettyinpink175.spaces.live.com/blog/cns!BF79D91CA051EA90!3626.entry

 

 

 

 

A

 

“L’occhio del montone.”

 

 

Il passo è molto breve.

 

(la storia è vera, quindi ho omesso i riferimenti)

 

 

C. è un mio caro amico straniero di 5 anni in più di età.

 

All’inizio degli anni ’70 giocava in una importantissima squadra di calcio  ed anche nella Nazionale di calcio del suo paese.

 

Era un giocatore fantastico.

 

Durante una visita all’estero fu ospite della Famiglia Reale di quella Nazione insieme all’ambasciatore del suo paese

 

Lu era l’ospite d’onore.

 

La portata centrale del pranzo a cui l’avevano invitato era un magnifico montone cotto alla brace.

 

Il padrone di casa prese un coltello, tolse l’occhio del montone, se lo mise in bocca tutto intero, lo ripulì ben bene dal grasso che lo avvolgeva, se lo tolse di bocca, e l’offrì al mio carissimo amico C.

 

Hei Ambasciatore cosa devo fare ? io quella schifezza manco la tocco, disse in perfetto dialetto …… .

 

Vedi tu, se vuoi continuare a giocare al calcio, lo devi mangiare !

 

“ Lo presi in mano, me lo misi in bocca, respirai profondamente, chiusi gli occhi e lo inghiottii tutto in una volta.

Quando ci penso, è ancora lì che va su e giù.”

 

 

 

Potenza del calcio.

 

 

 

Fabrizio.

3/7/2008

Algeri 2008 / 2

 
 
 

Algeri - marzo 2008

 

 

 

 

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la temperatura oggi e' di soli 4°c.

 

 

Pioggia, grandine e neve

 

 

non sempre sono di disturbo, anzi qui', appaiono una benedizione.

 

 

 

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Visto che Algeri sta diventando un po' come casa mia, mi sono dovuto scegliere il mio negozio di fiducia.

 

 

 

 

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Fabrizio

 

 

 

 

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